In questo pomeriggio di caldo afoso, mentre la mia mente vaga verso lande nordiche fredde e nebbiose, ho tentato disperatamente di modellare qualche nuovo essere polimerico, con scarsissimi risultati, vuoi per la materia che risente delle alte temperature, vuoi perchè effettivamente inizio a sudare e mi viene voglia di buttare a mare tutto ciò che faccio. Presa dalla disperazione mi sono messa a scribacchiare sul blog per parlare della mia più grande passione, la scultura. Ricordo che il mio primo approccio con la creta avvenne alla tenera età di sette anni, quando i miei genitori stufi di trovarsi il Didò ovunque, decisero di regalarmi un tornio della Clementoni con tanto di colori acrilici, creta e libretto illustrativo con tante belle immagini che mi facevano disperare in partenza sulle mie capacità. Lasciai gli altri regali sotto l'albero di natale e corsi a prendere le pile per cominciare a pasticciare...AMORE A PRIMO TATTO, ma non un amore qualsiasi, momentaneo e fugace, amore vero, con tanto di farfalle nello stomaco e palpitazioni. Guardavo soddisfatta le mie mani sporche di argilla e quel piccolo vasetto che avevo creato. Ovviamente era molto brutto, storto, colorato male, ma per me era un oggetto prezioso, lo proteggevo come un tesoro e guardandolo mi sentivo felice davvero.
Con gli anni coltivai la mia passione modellando il DAS, poi passai al FIMO, prima il classic poi il Soft (che uso oggi per le mie creazioni).
La grande svolta la devo a mio cugino, bravissimo scultore che mi ha fatto riscoprire il primo amore per la creta...Circa cinque anni fa, scoprendo questa mia passione, mi propose di diventare sua allieva. Col suo aiuto ed i suoi insegnamenti ho portato a termine 6 sculture, alcune in Creta altre in Raku, che rappresentano per me un'immensa soddisfazione personale. E' un cammino ancora lungo (fortunatamente) e una delle poche passioni che so che mi accompagneranno sempre, rappresentano una specie di ancora, di punto saldo nella mia vita, mi aiutano a capire da dove sono partita e dove voglio arrivare. Modellare la creta per me non è soltanto un atto meccanico, fisico, è più un atto mistico, un contatto stretto con la terra e col proprio essere, col proprio sentire e rapportarsi con la materia. Non mi dilungo oltre sulle sensazioni che si provano (o provo) nell'interagire con questo materiale, essendo molto difficile portare anche ad uno stato cosciente certe emozioni, quindi concludo questo post col frutto del mio primo amore, non dimenticando di ringraziare oltre al mio maestro, me stessa per aver seguito la mia.







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